The Legacy of Baby Wrap Carriers: Africa to Europe | Sanggol

Storia del Babywearing: Origini Africane e Arrivo in Europa

Scritto da: Rounke Anthony

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Tempo di lettura 9 min

Dall’Africa all’Europa: storia e eredità della fascia portabebè

Introduzione

Portare il bambino – cioè tenerlo vicino al corpo con un telo, una fascia portabebè o un marsupio portabebè morbido – è una pratica antichissima, che fa parte della genitorialità in moltissime culture del mondo. Oggi fasce portabebè e marsupi ergonomici sono molto diffusi in Europa, Nord America, America Latina e Australia. Ma le radici del babywearing risalgono a migliaia di anni fa, con origini particolarmente profonde in diverse società africane.

Anche se esistevano forme di babywearing in molte culture antiche, le tradizioni africane sono tra le più antiche e durature. Da generazioni, madri, padri e caregiver in varie regioni dell’Africa portano i loro bambini a contatto stretto mentre camminano, lavorano o viaggiano, utilizzando capi di abbigliamento e teli quotidiani, non prodotti “speciali”.

Che cos’è il babywearing e perché usare una fascia portabebè

Alla base, il babywearing riguarda tre cose: vicinanza, relazione e praticità. Una fascia portabebè è una lunga striscia di tessuto che si lega intorno al corpo, creando una posizione sicura e raccolta per il bambino. Molte famiglie scelgono una fascia o un marsupio morbido perché:

  • mantengono il bambino vicino al petto, favorendo legame, allattamento e consolazione,
  • permettono di muoversi con le mani libere nella vita di tutti i giorni,
  • sostengono il neonato o il bimbo piccolo in una posizione ergonomica, rispettosa della sua colonna e delle anche.

In molte comunità africane, portare il bambino in fascia non è mai stato una moda, ma semplicemente il modo naturale di tenere il bebè: con indumenti avvolgenti e teli che già fanno parte dell’abbigliamento tradizionale. Oggi mamme e papà in Italia, Svizzera italiana, nel resto d’Europa, in America Latina, Stati Uniti, Canada, Australia e altri Paesi riscoprono gli stessi benefici di contatto e sicurezza grazie a fasce portabebè morbide, elastiche e confortevoli, ispirate a queste tradizioni così radicate.

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Origini: quando l’abbigliamento rendeva possibile il portare

In molte regioni africane, l’abbigliamento tradizionale include sempre un indumento avvolgente: un telo lungo che si porta in vita, sul petto o sulle spalle. Questo significa che non serviva un “prodotto per il babywearing” a parte: lo stesso tessuto poteva essere usato per sostenere il bambino sulla schiena o sul fianco. A volte si aggiungeva un secondo telo più corto sotto i glutei del bambino per offrire ulteriore supporto.

In questo modo è nato un modo di portare il bebé completamente integrato nella vita quotidiana. Per molte comunità, portare il bambino in tessuto non era solo pratico, ma anche un’espressione evidente di cura, legame e appartenenza. L’adulto poteva continuare a camminare, lavorare o svolgere altre attività mentre il bambino rimaneva vicino al cuore.

Antropologhe e antropologi ritengono che le prime società umane abbiano probabilmente utilizzato materiali naturali – corteccia, pelle, fibre vegetali – per improvvisare i primi supporti per portare. Con lo sviluppo della tessitura, sono comparsi tessuti resistenti e versatili, utilizzati come teli multiuso. Queste prime forme africane di babywearing hanno posto molte delle basi che ancora oggi orientano il design di fasce portabebè e supporti tipo wrap: contatto stretto, buon sostegno e libertà di movimento.

Diversità culturale del babywearing in Africa

Il modo di portare il bambino cambia da una regione all’altra e riflette la grande ricchezza culturale del continente:

  • Africa orientale: In Paesi come Kenya e Tanzania si utilizza il kanga, un telo rettangolare di cotone con motivi colorati e spesso frasi in swahili. Funziona come indumento, telo e anche come supporto in tessuto per portare.
  • Africa occidentale: In Paesi come Nigeria o Ghana si usa il pagne, un tessuto dai colori vivaci che si avvolge intorno al corpo per sostenere il bambino sulla schiena. Così si crea una forma di babywearing con tessuto semplice e salda, senza fibbie né ganci.
  • Africa australe: In Mozambico, la capulana è un tessuto multiuso che può essere gonna, abito, elemento cerimoniale e, naturalmente, anche supporto per portare il bambino.

Queste modalità di babywearing mostrano quanto le comunità africane abbiano integrato la cura dei bambini nel ritmo normale della giornata, con creatività e adattamento all’ambiente.

Domande frequenti su fasce e babywearing

Le fasce portabebè sono sicure per i neonati?

Sì. Se è legata correttamente, una fascia portabebè è molto sicura anche per i neonati. Il viso del bambino deve essere sempre visibile, con naso e bocca liberi, il mento non deve appoggiarsi al torace e le gambe dovrebbero essere nella posizione a “M”, una postura ergonomica che protegge anche e colonna vertebrale.

Che vantaggio ha una fascia rispetto a un marsupio strutturato?

Una fascia portabebè si adatta completamente al tuo corpo e alla forma del bambino, creando una sensazione molto raccolta e naturale. Rispetto a un marsupio portabebè con fibbie, la fascia di solito è meno ingombrante ed è particolarmente indicata per il contatto pelle a pelle nei primi mesi.

Posso usare la fascia tutto l’anno?

Sì. Le fasce leggere in cotone o bambù sono traspiranti nei mesi più caldi. Nelle stagioni più fredde puoi aggiungere strati di abbigliamento o indossare una giacca sopra la fascia. L’importante è regolare i vestiti tuoi e del bambino per evitare il surriscaldamento.

Fino a quando posso portare con una fascia?

Finché tu e il tuo bambino vi sentite a vostro agio e la fascia portabebè è ben legata. Molte famiglie utilizzano una fascia elastica fino a circa 6–9 mesi, e alcune continuano con fasce tessute più robuste quando il bambino pesa di più. Rispetta sempre l’intervallo di peso indicato dal produttore.

Qual è la differenza tra fascia portabebè e marsupio?

Una fascia portabebè è un telo lungo che si annoda intorno al corpo, con grande flessibilità e possibilità di regolazione fine. Un marsupio portabebè ha spallacci, cinturoni e chiusure già definite e si indossa più rapidamente. La fascia si avvicina di più alle tecniche tradizionali con tessuto; il marsupio può essere pratico se preferisci una struttura preimpostata.

Benefici del babywearing tradizionale

Le forme africane di babywearing con teli semplici – e oggi anche con fasce portabebè e sling ad anelli – offrono molti benefici, che la ricerca moderna su attaccamento e sviluppo infantile aiuta a spiegare:

  • Sviluppo fisico: Una posizione eretta e ben sostenuta favorisce lo sviluppo sano della schiena e delle anche e può ridurre i punti di pressione costante sulla parte posteriore della testa.

  • Legame emotivo: Il contatto fisico ravvicinato rafforza la relazione tra adulto e bambino. Il piccolo sente il battito cardiaco, percepisce il respiro e impara a regolarsi grazie a questa sensazione di sicurezza e vicinanza.

  • Più praticità nella vita quotidiana: Avere le mani libere rende più semplici molte attività: cucinare, fare la spesa, lavorare da casa o occuparsi dei fratelli maggiori. Allo stesso tempo, il bambino rimane abbastanza vicino perché tu possa rispondere subito ai suoi segnali.

Oggi questi benefici vengono riconosciuti in tutto il mondo. In molti Paesi sono nati sistemi di babywearing moderni – fasce, sling, marsupi ergonomici – che si ispirano direttamente o indirettamente ai principi del portare tradizionale.

Madre africana che porta il suo bambino sulla schiena con una fascia tradizionale di tessuto

Influenza sui supporti portabebè moderni

Le modalità tradizionali africane di babywearing hanno influenzato in modo evidente il design dei supporti moderni. Alla fine degli anni Sessanta, Ann Moore, un’infermiera statunitense, creò il marsupio Snugli dopo aver osservato le madri in Togo che portavano i loro bambini con teli legati al corpo. Il suo progetto portò il babywearing in tessuto al grande pubblico occidentale, offrendo a molte famiglie in Europa e Nord America un nuovo modo di scoprire il portare.

Oggi molte fasce portabebè, sling e marsupi morbidi ricordano quei primi teli africani. Esistono fasce elastiche per neonati, fasce tessute per portare più a lungo e marsupi ergonomici che distribuiscono meglio il peso del bambino e proteggono la schiena di chi porta.

Non solo il bambino ha bisogno di sostegno: anche il tuo corpo

Portare in fascia aiuta a tenere il bambino vicino durante il giorno, ma in gravidanza e nel post parto anche il tuo corpo ha bisogno di sostegno quando riposi. Molte famiglie abbinano una fascia portabebè a un cuscino per il corpo intero per alleviare la pressione su anche, schiena e pancia mentre dormono.

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Mantenere vivo un patrimonio culturale

In molte comunità africane il babywearing continua a essere una parte importante dell’identità culturale. Le tecniche vengono trasmesse di generazione in generazione: nonne, zie e persone anziane mostrano ai nuovi genitori come posizionare il telo, fare i nodi e controllare che il bambino sia comodo e sicuro. Colori, motivi e modi di legare il tessuto possono esprimere appartenenze regionali, familiari o simboliche.

Così il portare non unisce solo bambino e caregiver, ma rafforza anche il senso di comunità e di appartenenza. È un filo vivente che collega passato e presente e che conserva la memoria culturale attraverso il gesto quotidiano di prendersi cura.

Riscoperta moderna e apprezzamento globale

Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per le forme tradizionali di babywearing, sia nei Paesi africani sia nelle comunità della diaspora africana in Europa e in altre regioni. Genitori in Italia, Svizzera, nel resto d’Europa, in America Latina, Nord America e Australia stanno riscoprendo fasce portabebè e supporti di babywearing come strumenti delicati, pratici e rispettosi per la cura quotidiana.

Parallelamente sono nate conversazioni importanti sul riconoscimento culturale. Molte famiglie, professionisti e consulenti di babywearing sottolineano l’importanza di nominare chiaramente le origini di queste pratiche, evitando di presentare il portare come un’invenzione moderna esclusivamente occidentale.

Come il babywearing ha attraversato i continenti: influenza africana in Europa

Con la migrazione di famiglie africane verso l’Europa nel XX e XXI secolo sono arrivate anche molte tradizioni, tra cui il babywearing con tessuti. Per molte famiglie africane e afro-discendenti che vivono in città di Germania, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Spagna, Italia, Svizzera e altri Paesi europei, portare il bambino con una fascia non è mai stato qualcosa di “alternativo”, ma una parte normale della vita familiare.

Negli ultimi decenni ostetriche, doule e professionisti della nascita in Europa hanno iniziato a integrare la saggezza di queste forme di babywearing nella loro pratica. Teli africani, nodi e bambini che dormono sulle spalle sono diventati più visibili nei parchi e nei quartieri urbani, suscitando curiosità in altre famiglie.

Alcuni genitori europei hanno iniziato a utilizzare fasce morbide e sling ispirati al pagne o al kanga, apprezzando sia il contatto fisico stretto sia i disegni ricchi di significato. Marchi specializzati hanno creato supporti ibridi che combinano tessuti tipo fascia con cinturoni e spallacci imbottiti, e molti corsi di preparazione al parto includono oggi brevi dimostrazioni di babywearing sicuro.

In questo percorso, molte madri e caregiver nere in Europa hanno avuto un ruolo fondamentale nel condividere e valorizzare queste pratiche, attraverso i social, workshop e reti di quartiere. Insegnando ad altre persone a portare con sicurezza e fiducia, contribuiscono a mantenere vivo questo sapere e allo stesso tempo a dare forma a una genitorialità moderna più diversificata in Europa.

Una tradizione reinterpretata

Nell’Europa di oggi il babywearing viene spesso raccomandato come parte di una genitorialità basata sull’attaccamento e sul rispetto dei bisogni del bambino. Per molte famiglie africane e afro-discendenti, tuttavia, è anche un modo di esprimere identità, resilienza e continuità.

Ciò che un tempo aiutava a percorrere lunghe distanze a piedi, raccogliere acqua o lavorare nei campi mentre il bambino riposava sulla schiena, oggi sostiene le famiglie in città, mezzi pubblici, posti di lavoro e case con più figli. Con una crescente attenzione alla rappresentazione e alle origini culturali delle pratiche di cura, sempre più persone scelgono di imparare a portare riconoscendo e valorizzando le radici africane del babywearing.

Conclusione

La tradizione del babywearing in Africa è una testimonianza dell’ingegno, della cura e del senso di comunità al centro di molte società africane. Dai kanga coloratissimi del Kenya alle capulana vivaci del Mozambico, ogni tessuto e ogni tecnica di legatura raccontano una storia: non solo di maternità o paternità, ma anche di identità culturale, resistenza e continuità.

Man mano che il babywearing continua a diffondersi in Europa e nel resto del mondo, vale la pena ricordare le tradizioni che lo hanno reso possibile. Quando impariamo a portare tenendo conto della sua storia – con attenzione alla sicurezza, al contesto e alle sue radici – non portiamo solo i nostri figli. In un certo senso, portiamo anche memoria e legami di generazione in generazione.


📚 Fonte consigliata

The African Tradition of Baby Wearing: Its Origins and Its Benefits
👉 Leggi l’articolo (in inglese)

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